lunedì, luglio 17, 2006

LE IDI DI MARZO


La Juve come Cesare ed il senato romano come gli organi dello sport italiano, ma la parte più dolorosa di questa metafora è rappresentata da Bruto il cui ruolo è stato svolto egregiamente dall'Azionista.

Ripercorrendo il tempo a ritroso di oltre un decennio ritroviamo una Juve che affanna, come l'impero assediato dai Barbari milanisti non riesce a trovare un condottiero valoroso e si smarrisce nelle nebbie Maifrediane.

Dopo anni di errori il patrizio Umberto riesce finalmente ad imporre la Triade Cesariana che guiderà le legioni Juventine verso un nuovo splendore conquistato sul campo, coadiuvata da validi Generali come Lippi e Capello.

Come ben sappiamo i barbari, dopo aver inutilmente tentato di vincere sul campo collezionando però solo sconfitte fin dal lontano 1989, tramando nell'ombra conquistano una maggioranza occulta impregnata d'invidia e frustrazioni nei confronti del giusto vincitore.

La Juve vilmente pugnalata a ripetizione da accuse infondate e non provabili tenta di sopravvivere, cercando lo sguardo amico dell'azionista trova però l'indifferenza, che culminerà poi nella pugnalata mortale rappresentata dalla richiesta del nostro 78enne avvocato (difensore ?) d'infliggerci la serie B con penalizzazione !

Come Bruto con Cesare, così l'Azionista con la Juve, entrambi hanno assistito muti ed immobili al martirio, infliggendo poi la pugnalata mortale che ci priverà non solo della seria A ma anche del nostro onore.

Davanti al tradimento chiamiamo a raccolta le legioni di juventini allo sbando; facciamo sentire la nostra voce !

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