domenica, maggio 05, 2013

31... 32...





venerdì, agosto 24, 2012

MAN OF THE YEAR 2012

Durante la conferenza stampa di ieri l'avvocato Luigi Chiappero ha detto:
"A Roma ci sono le guardie e noi crediamo che abbiano la divisa nerazzurra. Noi juventini siamo sospettosi dopo i fatti degli anni passati. Il processo di Napoli ha fatto emergere che lo scudetto del 2006 era corretto, non c'era stato nulla di irregolare, ma in Federazione hanno fatto finta di niente".
Parole chiare e sacrosante. Per noi "Man of the Year 2012" (considerando Antonio Conte fuori concorso... of course...)

venerdì, luglio 27, 2012

IL LIBRO CHE FA STARE BENE GLI JUVENTINI
















Christian Rocca (nostro idolo da sempre) non se ne abbia a male... ma il blurb dell'anno è il nostro.
Grazie e complimenti a Massimo & friends per questo libro che si legge tutto d'un fiato con il sorriso stampato sulle labbra e a tratti con un nodo di commozione alla gola.
Un libro che fa star bene tutti gli Juventini.
Non perdetevelo per nessuna ragione al mondo! 

martedì, dicembre 20, 2011

IN CALCIOPOLI...

Tra i commenti scritti dai lettori sui blog o sui quotidiani online se ne trovano alcuni che meriterebbero le prime pagine dei quotidiani a tiratura nazionale. Il loro destino invece è di finire nel "limbo dei commenti" spinti dai nuovi che via via subiranno la stessa identica sorte.  Oggi proviamo a restituire la giusta dignità ad un commento che spicca tra i tanti pubblicati dalla rubrica "Filo spinato" di Alvaro Moretti su Tuttosport online. 

Il commento in questione è di Federico Triscari. 
Noi non conosciamo Federico, sappiamo solo che si tratta di uno Juventino vero...

L’associazione per delinquere è un reato gravissimo, che possiede soprattutto specifiche logiche criminali ed intenti comuni. In calciopoli, per bocca degli stessi inquirenti, si sente parlare di dissociazioni (anzi, “sdoganamenti”) temporanee, De Santis. In calciopoli a sbriciolare ipotesi delittuose sono gli stessi testimoni d’accusa: i sorteggi truccati, per esempio. I notai che assistevano ed i giornalisti che estraevano non hanno mai avuto il minimo dubbio sulla loro regolarità. In calciopoli i testi d’accusa contraddicevano gli accusatori, Manfredi Martino ce lo siamo sognati noi? In calciopoli l’accusa sosteneva l’esatto contrario dei fatti che poi realmente si manifestavano: Racalbuto avrebbe dovuto essere premiato lautamente in base ai teoremi d’accusa, altro che sospeso 8 turni (come direbbe qualcuno: “Balle smentite dai fatti”). In calciopoli un profondo senso d’ilarità s’impossessava di chiunque (CHIUNQUE!) al solo pensiero che un’associazione a delinquere, anzi “una cupola potentissima”, per salvare la Fiorentina, avesse aspettato l’ultima giornata sperando s’incatenassero fra loro altri quattro risultati. In calciopoli il perno dell’accusa e cioè i sorteggi truccati era un argomento che definire risibile era poco: ma i puri che s’indignano al solo pensiero “del più grande scandalo del nostro calcio” sanno che quei designatori (Bergamo e Pairetto) avevano LORO introdotto il sorteggio a scapito della designazione diretta, molto più veloce e sicura. Ma perchè dovevano fare tante storie su preclusioni e palline quando era più semplice e sicuro designare l’arbitro “associato”? In calciopoli un teste come Nucini non è stato incriminato per falsa testimonianza dopo che lui stesso, in aula, ha confessato di avere cambiato tre/quattro volte la storia raccontata in precedenza. In calciopoli si sosteneva che non ci fossero altre telefonate “rilevanti” per l’indagine…ma per favore! In calciopoli è successo più di tutto questo, veramente si dovrebbe “rispettare” una sentenza di questo livello. Io non la rispetto, me ne frega niente, non la rispetto, e la chiamo col suo nome:: PORCHERIA! E le porcherie, io, non le rispetto.

domenica, novembre 20, 2011

FORZA DIRETTORE!

«Moggi mostra un forte autocontrollo delle emozioni, solo le guance appiattite “tradiscono” la sua sofferenza» spiega lo psicoterapeura Francesco Padrini. «La sentenza non lo ha abbattuto: lui non si presenta con la schiena curva, si piega soltanto un po’ di lato verso il microfono. Mentre parla con i cronisti alla sua destra rivolge gli occhi da un altro lato, come se stesse già guardando al futuro, alla battaglia in appello. E a dimostrare le sue ferme intenzioni c’è la mano destra sollevata ma non aperta: indica tenacia e mordacità».

martedì, luglio 05, 2011

LA NOSTRA BANDIERA

Per Luciano,
per la sua apparente strafottenza, per il suo simpatico millantare, per il suo profondo e incrollabile senso di appartenenza.
A quel che è successo ha reagito con la tenacia di chi sa di essere nel giusto, mettendosi totalmente in gioco per amore della verità.
Per Luciano, comportiamoci come se lui fosse nostra madre, come se lui avesse dato alla luce ognuno di noi una seconda volta.
Per Luciano, la nostra unica Bandiera.
A Luciano, a lui solo, la nostra eterna riconoscenza.

lunedì, luglio 04, 2011

SE LA FACEVAN SOTTO...

video

venerdì, luglio 01, 2011

SINTESI

Bene, ora sappiamo che si possono falsificare i documenti dei calciatori, intrattenere rapporti amichevoli con arbitri in attività cercando loro un impiego a fine carriera, spiare tesserati, arbitri e dirigenti di altre società. Come premio si può avere un trofeo in omaggio.

(post di Anonimo su Ju29ro.com)

giovedì, giugno 09, 2011

CALCIOPOLI: E' ORA DI RACCONTARE LA VERITA'














Clicca QUI per leggere il post "capolavoro" di Antonio Corsa su www.uccellinodidelpiero.com

sabato, marzo 26, 2011

MOGGI E' STATO ASSOLTO, DI NUOVO

Luciano Moggi all'uscita dal tribunale
Dal blog Camillo 
di Christian Rocca
"I giornali di oggi scrivono che Moggi è stato condannato in appello. I più corretti precisano che la pena è stata ridotta. In realtà, Moggi padre e figlio sono stati assolti ancora una volta, ora in appello, dall'accusa di associazione a delinquere, dalla chiacchiera da bar alimentata dai giornali che si trovano sui banconi dei gelati nei bar dello sport, dall'idea del supercomplotto della Gea per controllare il mercato. I Moggi erano stati già assolti in primo grado e ora l'assoluzione è stata confermata in appello. Assolti anche gli altri membri dell'associazione, di cui infatti oggi i giornali non parlano. Moggi è stato condannato per violenza privata nei confronti di Manuele Blasi, calciatore di alterne fortune. La violenza privata consiste nell'avergli rifiutato un aumento e di averlo mandato a quel paese e a lavorare. Niente, insomma. Ma il pm di primo grado Luca Palamara, capo dell'Associazione Nazionale Magistrati, non poteva restare completamente all'asciutto. Moggi è stato assolto."

venerdì, marzo 18, 2011

CALCIOPOLI: L'ALTRA VERITA'

Clicca QUI per guardare il video "Calciopoli, ora c'è anche l'altra verità" con il commento di Alvaro Moretti, giornalista di Tuttosport.

domenica, marzo 13, 2011

IL PROCESSO DI NAPOLI IN 5 SECONDI

"E' l'unico processo in Italia in cui l'imputato sogna una sentenza e un Pubblico Ministero sogna la prescrizione".

Massimo Zampini

mercoledì, marzo 02, 2011

SPECIALE CALCIOPOLI: L'ESAME DI FABIO MONTI E LE CHIACCHERE DI GIACINTO FACCHETTI

(di Antonio Corsa)

Questo esame è a mio avviso uno dei più esemplificativi svoltosi finora perchè dimostra pienamente il vittimismo inopportuno e la vaghezza delle accuse interiste e l’attivismo di Giacinto Facchetti e Massimo Moratti. Un testimone, Fabio Monti (Corriere della Sera, interista), che riferisce “chiacchiere”, per usare un termine caro all’avv. Prioreschi, e che lascia esterefatti soprattutto perchè a chiedere che fosse ascoltato in aula era stata proprio la Procura, avendo giudicato “rilevante” quanto dal giornalista affermato in un interrogatorio svoltosi nel maggio... continua a leggere su "uccellinodidelpiero.com"...

sabato, ottobre 23, 2010

ONORE AGLI ALFIERI DELLA SIGNORA

Leggi questo splendido articolo di Giampiero Mughini da "Libero" del 22 Ottobre 2010. Clicca QUI

lunedì, settembre 06, 2010

LA FORMICA ATOMICA

Quelli che oggi si chiedono come la Juve abbia potuto cedere un talento come Sebastian Giovinco sono gli stessi che quando Giovinco era alla Juve dicevano che era troppo piccolo e via discorrendo. 
I milanisti poi sono specializzati… se la Juve ha un talento, quelli stanno tutto il tempo a dargli della scamorza, del soldo di cacio eccetera eccetera, poi quando lo cedi… subito a dargli della formica atomica. 
Prendi uno come Ibra, finchè era alla Juve guai a paragonarlo a Mark Hateley... ti mettevano al bando! Adesso in quattro e quatr'otto calza gli scarpini meglio di Van Basten e via discorrendo. Non c'è niente da fare... è il loro marchio di fabbrica... ma giuro su dio che non me ne importa più di tanto.
Però se volete saperlo la cessione di Giovinco è stata un’emerita cafonata, almeno per noi...

martedì, agosto 31, 2010

APPELLO A MASSIMO ZAMPINI

Vedere Massimo Zampini tra gli ospiti di trasmissioni come QSVS sinceramente ci fa male.
Non è li che può difendere la Juve... li non glielo lasciano fare. Quella è un’arena dove se sei Juventino sopravvivi solo se sei disposto a fare il clown. Al contrario le persone intelligenti e di talento come Massimo le fanno intervenire solo per farle passare per “vuote”… e il più delle volte ci riescono bene: ti piazzano vicino un provocatore prezzolato (e a QSVS hanno solo l’imbarazzo della scelta...) che ti parla sopra non appena apri bocca e a quel punto hai solo due via d’uscita: sbraitare più del provocatore o abbozzare come abbiamo visto fare stasera a Massimo.

Dacci retta Massimo, impiega meglio il tuo tempo e lascia perdere parrucchino Ravezzani e i suoi compari.

Tuoi affezionatissimi Juventiniveri.

PS. Su Borriello siamo d'accordo... a meno che con lui non arrivi anche Belen...!

mercoledì, agosto 25, 2010

RIBELLARSI E RIBELLARSI ANCORA...

Con questa è la seconda sera di fila e se vanno avanti così, parola mia, prima o poi ci resto secco. Ma secco per davvero non quello dei bidoni alla Juve...
Di che parlo? Non so voi ma io quando vedo John Elkann in TV mi deprimo perché penso alle cose più brutte di questi ultimi 4 anni, compresi i 25 milioni per Felipe Melo eccetera eccetera.
Quando l’ho visto avevo già la mia classica espressione di quando vedo John Elkann in TV, con tutto che avrei potuto cambiare canale. Invece sono rimasto li incollato, non lo nego. Ho pensato che anche per uno che non può vedere John Elkann come me sarebbe stato da stupidi non ascoltare almeno le prime parole e tutto quanto.
Non mettetevi in testa che fosse proprio John Elkann a parlare. Per niente. La sua faccia era nell’angolo in alto a sinistra, la solita espressione di chi non ha niente da dire e tutto quel che segue.
«John Elkann alza il tono della polemica rispondendo per le rime al presidente dell’inter che aveva detto di preferire una squadra multietnica a chi comprava le partite…» legge tutto d'un fiato il giornalista del TG1… 
«l’inter non ha mai saputo perdere e non ha ancora imparato a vincere…» è la replica di John… che mi mangio un bue se questa replica non è uscita da qualche commento su Ju29ro o su Uccellinodidelpiero...
Con questo non voglio dire che John abbia passato la mattinata a navigare su Internet con un occhio alla porta per non farsi impallinare da quello stramaledetto ficcanaso di Sergio, ma certo non mi stupirei e comunque non me ne importerebbe un granchè se, come dice il gladiatore in quel film di Robin Hood, l’importante è  “ribellarsi e ribellarsi ancora finchè gli Agnelli diverranno Leoni”…

sabato, agosto 21, 2010

GARANZIA HODGSON

Ci sarebbe un altro motivo per accogliere con entusiasmo la conferma del passaggio di Alberto Aquilani alla Juve: il fatto che la cessione (prestito gratuito con riscatto fissato a 16 milioni) è stata autorizzata da Roy Hodgson, lo stesso caro vecchio Roy che all’inter di qualche anno fa aveva dato il via libera per la cessione di Roberto Carlos al Real. E allora, dice il poeta: "come si fa a non essere ottimisti?"...

giovedì, giugno 24, 2010

POVERA MAMMA

La cosa che più ci addolora dell'eliminazione dell'Italia è il calo di ascolti che le trasmissioni sportive di "mamma" Rai incasseranno da qui alla fine del mondiale...

sabato, maggio 29, 2010

39

29 maggio 1985, avevo undici anni, me lo ricordo bene.

La mia squadra deve vincere la Coppa dei Campioni. Questa volta non puo’ sfuggirci, siamo i più forti. Il giorno dopo c’è la scuola ma so che i miei mi faranno fare tardi, tanto non sarei riuscito a dormire. A casa siamo tutti juventini: papà, mamma, mio fratello. La partita l’ho già giocata nel pomeriggio con il mio pallone, e la sera prima di andare a dormire con la mia immaginazione, come sempre interpretando la parte di tutti i giocatori. La fantasia ti fa volare, qualche anno più tardi avrei scoperto che la realtà la può anche superare.

E’ una di quelle partite di cui parlano tutti, in Veneto poi… E’ pieno di juventini come noi. Eppure Juventus-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni 1984/85 dallo stadio Heysel di Bruxelles, la vediamo a con un tifoso dell’Inter: è un collega, caro amico di mio papà, che ci aveva invitato a cena. Una bella occasione per stare insieme e per fare festa, a casa di un amico e non certo di un “avversario”…

Tutto il bello del calcio e della passione per una squadra, per me, sta tutta in quell’attesa. Tutto il brutto, quanto di più drammatico si possa immaginare, sta tutto in quello che è accaduto dopo.

Ricordo una cena consumata in pochi minuti per correre a giocare con il figlio degli amici dei miei, prima del calcio d’inizio. Ricordo una partita che non comincia mai, mentre “i grandi” sono a tavola, con gli occhi fissi alla televisione, la voce per me lontana di Bruno Pizzul che rivela a milioni di spettatori quello che sta accadendo. Io sono di là a giocare. Solo più tardi mi spiegheranno, comincerò a capire dove può arrivare la follia, la bestialità, ma anche l’irresponsabilità degli uomini. Torniamo a casa tra il primo e il secondo tempo. La partita era inizita, poco contava ormai.

Ma quale partita. Vinciamo la Coppa, sì. Ma all’Heysel sono morte 39 persone, di cui 32 italiani, juventini che volevano festeggiare, come me e la mia famiglia. Come noi, potevamo esserci noi.

Adesso sono il capitano della Juventus. Sono passati venticinque anni, da diciassette sono dall’altra parte, non più tifoso ma protagonista. Oggi ricorderemo le vittime di quella tragedia. Lo farò non soltanto da giocatore della Juventus, ma da tifoso, da bambino di undici anni che sognava di giocarla, quella finale.

Non la dobbiamo mai dimenticare. E in particolar modo noi che abbiamo la fortuna di indossare questa maglia - per un minuto come per una carriera – dobbiamo rivolgere un pensiero a quella partita mai iniziata e a chi per quella partita, per quella passione, per la Juventus, ha perso la vita.

Alessandro

(da www.alessandrodelpiero.com)